Miseria e nobiltà


Dal 15
 dicembre 2016 - costo € 8 - per le scuole medie e superiori

Animazione 90 e Teatronovanta
presentano

Miseria e nobiltà
REGIA
Gaetano Stella

scarica la scheda dello spettacolo

La ripresa di questa storica e famosa commedia vuole essere un omaggio all’autore Eduardo Scarpetta, riformatore del Teatro napoletano, che proprio in questa “Miseria e nobiltà” aveva compiuto la sua riforma, con l’invenzione e la consacrazione del personaggio di don Felice Sciosciammocca, prototipo del napoletano piccolo borghese. La fame è la protagonista della commedia che non è solo fame di cibo ma anche di giustizia, di lavoro, di dignità. Una fame figlia di un innato istinto di sopravvivenza che, anche oggi, soprattutto in alcune realtà del Mezzogiorno, ci porta ad agire senza porci troppe domande, proprio come fanno i protagonisti sulla scena, quando entrano due cuochi che portano un pranzo, e tutti si gettano sulla tavola, afferrando i maccheroni con le mani, senza neppure chiedersi chi li abbia mandati. E’ la scena che rappresenta e riassume in termini di grottesco, non il dramma di due famiglie (quelle di don Felice e di don Pasquale, avvilite dalla fame vera, dalla miseria e dalla povertà, e costrette a dividere lo stesso sottoscala) ma la secolare tragedia di un popolo.
Uno spettacolo di tradizione, omaggio non solo a Scarpetta, ma all’intero teatro napoletano, che diverte facendo riflettere sulle miserie umane con amarezza e con il sorriso sulle labbra. La grandezza di Scarpetta, in linea con la tradizionale comicità partenopea, sta nel muovere alla risata mettendo in scena una realtà più vera e profonda: la commedia, figlia di un’epoca, segna l’ascesa della borghesia commerciale a scapito della decadente nobiltà, cinquant’anni prima dell’avvento della Repubblica. Decadenza che oggi, in piena crisi economica, si ritrova nella bramosia di ricchezza e nella mancanza di lavoro, a dispetto dei sentimenti e della stabilità.

 

 

Read 543 times Last modified on Mercoledì, 09 Novembre 2016 16:30