Il gatto con gli stivali


Il 17 marzo 2017
- costo € 8 - per le scuole materne ed elementari

Animazione 90 
presenta

Il gatto con gli stivali
REGIA
Gaetano Stella

MUSICHE
Guido Cataldo
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“Un mugnaio lasciò per eredità ai suoi tre figli solo il mulino, un asino e un gatto. Il figlio maggiore ebbe il mulino, il secondo l’asino, e il più giovane solamente il gatto. Quest’ultimo non sapeva darsi pace per avere una parte così misera e si lamentava della triste sorte e della fame. Allora il Gatto prese a parlare e gli disse: – Non disperarti. Trovami un sacco e un paio di stivali per camminare in mezzo ai boschi e ti farò vedere che la sorte non è stata tanto cattiva con te quanto tu credi…” Eh si! E’ proprio la storia del Gatto con gli stivali, come la conoscete e come vi è sempre stata raccontata, con gli stessi personaggi e con gli stessi eroi, e, siccome anche a noi è sempre piaciuta così, così l’abbiamo voluta mettere in scena, col giusto rispetto che si deve ad un signor Gatto con tanto di baffi e di stivali che sembra un moschettiere, anzi assomiglia a D’Artagnan, e guarda guarda, sa persino parlare ed è veramente astuto, soprattutto con i prepotenti come l’orco.
Il nostro adattamento teatrale de ”Il gatto con gli stivali”, non diversamente dalla favola di Perrault, affronta il tema dell’amicizia tra l’uomo e l’animale, perché l’uomo ha molto da imparare dagli animali che non finiranno mai di stupirlo per la superiore sapienza e per quel senso di fedeltà che lui spesso dimentica e l’animale mai tradisce; il tema dell’ingegno capace di superare le più gravi difficoltà: come, per esempio, uscire dalla miseria senza avere una lira in tasca, farsi ricevere da un re ed ottenerne vestiti regali e in sposa la figlia, o come sfidare e sconfiggere un nemico molto più forte e terribile e potente ma meno astuto; ma anche il tema della fortuna che va saputa prendere al momento giusto: la favola insegna che bisogna anche saper rischiare nella vita, qualche volta azzardare e se i mezzi usati per vincere non sembrano i più “morali”, non dimenticate che il gatto, con il giusto senso delle cose, li usa solo con chi è già prepotente e comunque a fin di bene. Infine non manca il tema dell’ironia, del saper sorridere delle nostre peripezie e vedere la vita anche con un certo distacco ironico, cosa che ci aiuta tanto a non lasciarci sopraffare dall’auto compiacimento delle nostre sventure.
Il Gatto con gli stivali è uno spettacolo dedicato agli alunni della scuola materna ed elementare, che vuole rispettare la storia nelle sue linee essenziali e intende ricreare nella scena la fascinazione diretta del “racconto” in modo da far seguire le sequenze delle scene così come il bambino ascolta incantato la fiaba dalla madre, senza altri fini se non quello del piacere, puro e nudo, della storia. E il piacere della storia in sé non vuole negare la capacità critica del bambino spettatore a teatro né vuole rinviarlo a mondi della fantasia dolciastri, di facile e frettolosa messa in scena e di fuga dalla realtà, ma vuole richiamare l’attenzione sui meccanismi del raccontare e sulla valenza educativa intima della fiaba, che, nella sua semplicità, fa riflettere sulla varietà della vita, sull’importanza di affrontarla con intelligenza, volontà e audacia, ma anche sul caso e la fortuna, che talvolta si fanno aiutare dall’astuzia.

 

 

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